Attualità: Riforma Pensioni, si torna al lavoro. Temi caldi, scadenze, nuovi destinatari PDF Stampa E-mail
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Settembre è un mese caldo per il Governo che torna al lavoro su alcuni temi caldi.

Entro questo  mese, infatti, dovrebbero essere rese note le sorti del progetto dell’Esecutivo sulla prossima riforma pensioni (da inserire nella legge di Stabilità 2017), sulla flessibilità in uscita e sulle altre tematiche riguardanti la salvaguardia degli esodati, i lavori precoci, la proroga dell’opzione donna.

Riforma Pensioni: il calendario e i punti da discutere

Gli appuntamenti in cantiere sono fitti, in vista soprattutto della presentazione ad ottobre della Legge di Bilancio, anticipata presumibilmente dalla Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, la cui presentazione alle Camere da parte dell’Esecutivo è attesa intorno al 20  di settembre.

Per quanto riguarda le pensioni, sarà a partire da lunedì prossimo, 12 settembre, che la Commissione Lavoro della Camera tornerà a discutere dell’ottava salvaguardia per poter arrivare ad un accordo politico su un testo che possa incassare il via libera governativo.

Ma vediamo di seguito, riassunte punto per punto, quali sono le proposte da discutere e far partire nel 2017.

Al via nuovo confronto Governo – Sindacati

Anche il tavolo di confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma pensioni riparte a settembre. In attesa, dunque, che si avvii la fase due dei negoziati, quella per intenderci in cui si entrerà nel merito delle singole misure da approvare, resta centrale la questione del cosiddetto APE, l’anticipo pensionistico per quei soggetti a cui mancano 3 anni alla pensione.

Pensione anticipata e flessibilità in uscita

Per quanto riguarda gli interventi relativi alla flessibilità in uscita, con le relative manovre correttive alla Legge Fornero, è il Sottesegretario Tommaso Nannicini a coordinare i lavori, oltre che sull’APE, sull’intervento, ormai certo, inerente le carriere discontinue.

Si tratterebbe di una misura atta a consentire il cumulo gratuito e senza limiti dei periodi assicurativi maturati nelle differenti gestioni della previdenza pubblica obbligatoria.

Anche per quanto riguarda la previdenza integrativa sembra certo un intervento di rilancio.

Proroga Opzione donna

Per quanto riguarda la proroga dell’opzione donna, dovrebbe essere trasmessa alle Camere entro la fine di settembre una relazione sulle risorse rese disponibili con Legge di Stabilità.

Secondo la normativa, infatti, tale risorse devono essere impiegate per sovvenzionare un’ulteriore proroga della sperimentazione cosiddetta opzione donna che però, in questo caso, dovrebbe toccare anche le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958.

Pensioni minime, lavori usuranti e precoci

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Saranno da perfezionare anche i correttivi sui lavori usuranti e precoci, nonché sulle pensioni minime, che potrebbero ottenere una quattordicesima più elevata e/o un ampliamento della no tax area.

Proroga ammortizzatori sociali

I sindacati hanno chiesto una nuova proroga anche per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali come indennità di mobilità, disoccupazione speciale edile e trattamenti in deroga, i quali a partire dal 2017 non dovrebbero essere più previsti.

Le parto sociali premono anche su interventi a favore dei lavoratori stagionali.

Pensioni: atteso un altro intervento nel 2017?

Non sembrano più soltanto voci di corridoio le ipotesi che parlano di un ulteriore intervento sulle pensioni nel 2017 per sciogliere i nodi che non saranno discussi nelle prossime settimane.

Ecco quelli che sarebbero i principali punti da discutere.

Interventi a favore dei giovani

Si mira ad assicurare una forma di tutela per i giovani che hanno percorsi lavorativi particolarmente discontinui, vale a dire con buchi contributivi, o che derivano da attività precarie, part-time o lavoro nero.

Senza nessun intervento in tal senso, dal momento che il sistema contributivo, a differenza di quello retributivo, non permette di recuperare l’importo dell’assegno negli ultimi anni di lavoro, i soggetti che si trovano in questa condizione rischiano di percepire in futuro assegni pensionistici pressoché irrisori.

Il Presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, in particolare, sostiene fortemente che per i giovani dovrebbe essere tolta la condizione che fissa l’uscita dal lavoro a 63 anni e 7 mesi alla garanzia che l’importo dell’assegno non sia inferiore a 2,8 volte il valore di quello sociale.

Revisione speranza di vita

Anche una revisione della speranza di vita potrebbe essere tra i punti fermi del secondo intervento sulle pensioni da varare nel 2017, prevedendo soglie oltre le quali non si possa andare.

Rivalutazione assegni

Infine, si parla anche della rivalutazione degli assegni pensionistici con la prospettiva di ritornare, per quanto riguarda le pensioni più alte,ad aliquote di perequazione più favorevoli.

Fonte: leggioggi.it

 

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