Roma Capitale: riduzione della spesa per il personale, nuovi criteri per gli incarichi di p.o. e nuove assunzioni di dirigenti? PDF Stampa E-mail
Roma Capitale

Dopo la delibera della Giunta Capitolina n. 236 del 1 agosto che ha adottato unilateralmente il nuovo contratto integrativo che comporterà un ridimensionamento della spesa per il personale capitolino e l’eliminazione di una serie di indennità che potranno portare a riduzioni anche significative delle retribuzioni, come nel caso dell’indennità dell’articolazione oraria, sarà necessario comprendere quali saranno i passi successivi.

La delibera prevede espressamente che il nuovo sistema contrattuale entrerà in vigore a partire dal 1 dicembre, andando così a dispiegare i suoi effetti economici dal prossimo mese di gennaio 2015, mentre per gli incaricati di posizione organizzativa dovrà essere prima varata una delibera apposita di giunta che ridefinisca i criteri di affidamento degli incarichi, che dovrebbero partire anch’essi dal 1 dicembre 2014.

Ci domandiamo quali sono le ragioni per cui si vuole cambiare l’attuale sistema concorrenziale, sia pure imperfetto e da migliorare certamente, degli incarichi di posizione organizzativa basati su procedure pubbliche e trasparenti con relativa graduatoria a cui attingere nel tempo.

Come cittadini e dipendenti pubblici immaginiamo che le motivazioni alla base dell’intenzione di cambiare le regole del gioco siano relative alla necessità di adeguare maggiormente l’ente Roma Capitale alle sempre più stringenti norme in materia di anticorruzione e trasparenza dei procedimenti pubblici selettivi, non a caso individuati tra quelli a rischio dall’attuale legge, con il fine di definire delle procedure selettive ancora più trasparenti e meritocratiche delle attuali, che tolgano ulteriori spazi alla discrezionalità di scelte che diversamente scivolerebbero facilmente verso l’opacità e la ricerca degli amici degli amici.

Rimandare una riforma dell’affidamento degli incarichi di posizione organizzativa, a scelte solo discrezionali porterebbe quindi a nostro avviso ad una violazione dei principi dell’anticorruzione, della trasparenza e del merito.

Altro aspetto della ripresa di settembre riguarderà le ipotesi di nuove assunzioni di dirigenti.

Se fossero vere le voci che si rincorrono nei palazzi al riguardo, ci troveremo nei prossimi mesi di fronte ad una cospicua infornata di nuove assunzioni di dirigenti dall’esterno, quando peraltro non si riescono ad utilizzare proficuamente quelli già presenti, approfittando proprio dei risparmi conseguiti con i tagli alle retribuzioni dei dipendenti.

Si tratterebbe di una operazione inaccettabile ed offensiva per tutti coloro che tra pochi mesi si ritroveranno con retribuzioni già oggi esigue, ulteriormente ridotte in attesa di recuperare forse nel 2016 un po’ di incentivazione per la produttività. Si perché se il nuovo sistema della produttività entrerà in vigore dal prossimo gennaio 2015, analogamente a quanto già avviene per gli incaricati di P.O., che ricevono a seguito della valutazione, se questa è positiva, la connessa retribuzione di posizione solamente nel corso dell’anno successivo.

Ad oggi l’indennità di risultato delle P.O. dell’anno 2013 ancora non è stata corrisposta, forse lo sarà nel prossimo autunno e quindi quasi un anno dopo la sua maturazione, parliamo in questo caso di una platea esigua di interessati in quanto sono in tutto circa 550 persone.

Quali saranno i tempi di valutazione e di pagamento dell’incentivo di produttività dell’anno 2015 (chiusura il 31.12.2015), tenendo presente che ci si troverà di fronte ad un sistema nuovo non applicato in precedenza e che interesserà ben 24.000 dipendenti?

Sorge spontanea la domanda ma l’Amministrazione Capitolina ha già predisposto al riguardo un piano dei tempi che fornirà certezze? Attualmente i pochi incaricati di posizione organizzativa non lo hanno mai ricevuto i  pagamenti dell’indennità di risultato in un mese certo, in quanto negli anni i mesi in cui ciò viene effettuato variano in modo imperscrutabile. Un anno si paga a luglio, un altro anno ad ottobre, ma a volte anche a novembre, sempre successivi a quelli dell’anno di riferimento.

Anche in questo caso, stante il fatto che la legge prevede tempi e fasi certe dei procedimenti, chiediamo che siano quindi individuati tempi certi nel pagamento dei compensi, che compongono le retribuzioni dei dipendenti, che con queste risorse ci devono contare e vivere.

 

Commenti  

 
0 #1 francesca.senneca 2014-08-28 08:47
Il criterio della "meritocrazia" nasconde sempre discrezionalità e arbitrio da parte del dirigente/politico che privilegia dipendenti secondo criteri discrezionali. L'aver conseguito titoli di studio, specializazioni , ect. diventerebbe così irrilevante. Inoltre il concorso per Dirigenti bandito qualche tempo fa, che fine ha fatto? Non vorrei che invece si ricorra a figure esterne nominate, come al solito.
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