Salario accessorio dei dipendenti comunali: diciamo la verità!! PDF Stampa E-mail
Roma Capitale

Dopo la revoca dello sciopero dei dipendenti di Roma Capitale si vanno rincorrendo all’impazzata comunicati, chiacchiere, mail e lettere sull’argomento del giorno il cd. “Salva salario accessorio”.

Come è noto il Sindaco di Roma ha inviato una lettera a tutti i dipendenti capitolini per rassicurarli che il salario accessorio per maggio è salvo e che entro il prossimo 31 luglio si farà un nuovo contratto integrativo, che rimetterà le cose a posto, al riguardo ha quindi fatto approvare il 13 maggio una delibera di Giunta Capitolina, che recepisce la circolare interministeriale del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, che da attuazione all’articolo 4 del DL 6.3.2014 n. 16.

Dopo tali atti tutti hanno cantato vittoria perché i dipendenti capitolini e così quelli di diversi altri comuni italiani sono salvi.

Purtroppo le cose non stanno così!!

La prima avvisaglia è l’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica del 14.5.2014 del sottosegretario alla Funzione Pubblica Rughetti il quale afferma senza giri di parole che “la circolare è una soluzione tampone” e “la restituzione dei soldi (quelli percepiti in questi anni in modo teoricamente illegittimo n.d.r.)  è una eventualità che va verificata in concreto. La circolare ha previsto una formula di rito – “salvo conguaglio” – per consentire ai dirigenti comunali di lasciare intatte le buste paga senza incorrere in responsabilità contabili. D’altra parte il Salva Roma non poteva tradursi in una sanatoria: sarebbe ingiusto nei confronti dei comuni che avevano già ottenuto la restituzione dai dipendenti”.

Ha ragione il sottosegretario Rughetti infatti il Governo (su evidente richiesta anche di qualcuno che però ha tenuta nascosta la manina) all’art. 3 Disposizioni per gli enti locali in difficolta’ finanziarie del DL cosiddetto Salva Roma denominato “Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonche’ misure volte a garantire la funzionalita’ dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche” afferma quanto segue:

1. Le regioni e gli enti locali che non hanno rispettato i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa sono obbligati a recuperare integralmente, a valere sulle risorse finanziarie a questa destinate, rispettivamente al personale dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate mediante il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità corrispondente a quelle in cui si e’ verificato il superamento di tali vincoli.”

La delibera approvata dalla Giunta Capitolina del 13 maggio, che troverete anche sul sito di Quadrinet, afferma chiaramente e senza equivoci: “di disporre il mantenimento del tutto temporaneo e salvo recupero, anche a conguaglio, delle erogazioni retributive previste dalla corrente disciplina decentrata dell’ente, oggetto di verifica e revisione “!!

Quindi per il momento e fino la 31 luglio il salario accessorio al personale capitolino sarà erogato sotto forma di “prestito”, che andrà poi restituito insieme a tutte le altre somme mensili erogate in questi anni in un periodo di tempo non superiore a quello in cui sono state corrisposte. Cosa significa ciò?

Prima conseguenza: ciò significa che se le somme corrisposte indebitamente secondo il MEF sono calcolate a partire dal 2006, le somme andranno recuperate a rate di pari importo a quelle già erogate nei prossimi otto anni e così via in relazione all’eventuale anzianità di servizio;

seconda conseguenza: chi magari andrà in pensione prima se le vedrà decurtate dal trattamento pensionistico o dal trattamento di fine rapporto;

Terza conseguenza: chi andrà per diverse ragioni a perdere quote del salario accessorio anche importanti a seguito della rinegoziazione del contratto integrativo, perché questa è la finalità, si troverà decurtata la retribuzione due volte: la prima per le somme da restituire (compreso il prestito in corso di questi ultimi mesi!) e poi per quelle che verranno tagliate.

In diversi casi le retribuzioni percepite dai dipendenti capitolini potranno scendere ad importi netti mensili compresi tra gli 800,00 e i 1000,00 euro mensili.

Praticamente coloro che arrivano a frotte in Italia con i barconi e richiedono asilo percepiranno con l’indennità mensile di 900 euro netti mensili un importo economico in diversi casi che sarà superiore superiore! (oltre a vitto e alloggio, assistenza sociale e sanitaria e senza dover ovviamente lavorare).

In tutto ciò l’attuale Sindaco e la maggioranza politica al governo di Roma non parla del fatto che i rilievi del MEF riguardano soprattutto la dissennata gestione delle risorse finanziarie e gli appalti di questi ultimi quindici anni, che hanno portato la città di Roma al dissesto finanziario.

Nessun politico parla dei 35.000 dipendenti delle aziende in regime privatistico di Roma Capitale, assunti per la gran parte senza concorsi, che percepiscono retribuzioni ben superiori tra stipendi tabellari ed accessori di quelli dei dipendenti capitolini.

Ma queste aziende sono finanziate dal Bilancio di Roma capitale!! Perché qui non si dice nulla??

L’aria che si respira nelle strade, nei cantieri, negli uffici, dentro le scuole, dentro i servizi sociali, i musei, dietro gli sportelli nei municipi, ecc. di Roma Capitale dove lavorano i dipendenti pubblici è quella di una grande rabbia per questa ipocrisia di voler fa pagare solamente ad una parte dell’Italia le ruberie, la corruzione e gli errori di questi anni.

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Commenti  

 
0 #5 Simonetta Simiele 2015-01-27 11:21
infatti... dalla busta paga di gennaio 2015 vediamo i risultati dell'applicazione dell'ATTO UNILATERALE (chiamiamolo così, in quanto il contratto per la sua natura giuridica è l'accordo tra due parti).....si sta facendo cassa sulle nostre spalle , si chiedono sacrifici a dipendenti che guadagnano poco più di 1200 euro! in passato essere funzionari pubblici costituiva fonte di orgoglio per noi e rispetto da parte della cittadinanza, ora invece veniamo dipinti come ladri, assenteisti.. perché chi ci impone sacrifici non inizia dando il buon esempio?!
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-1 #4 paola sardone 2014-05-21 07:21
Anche se illegittime, la restituzione delle somme percepite dai dipendenti andrebbe chiesta a chi ne ha autorizzato l'erogazione. La responsabilità (penale e contabile) dei dirigenti è solo sulla carta! Ma la cosa che mi ha fatto inorridire, nell'articolo, è il paragone con i profughi che arrivano sui barconi della morte: che c'entra? C'è forse qualcuno disposto a fare cambio con loro? Tutto questo serve solo ad alimentare odio e razzismo! Di schifezze da mettere a confronto il nostro paese ne è pieno!
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+4 #3 Simonetta Simiele 2014-05-16 11:09
Mai parole furono più adatte alla paradossale situazione che stiamo vivendo: "Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!" Dante Alighieri
VI Canto Purgatorio
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+6 #2 maurizio 2014-05-16 09:52
Roma Capitale: all'epoca, chi ha stipulato per l'inserimento del salario accessorio nella retribuzione dei dipendenti capitolini? forse l'ARAN? ecco, se vi è stato danno erariale, pagasse l'ARAN!!! Oppure se non sono stati rispettati i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa, pagasse il vero responsabile di questo tracollo, Ovvero il SINDACO!!! Non sembra che sia stata avanzata alcuna richiesta di recupero integrale delle somme erogate al personale DIRIGENZIALE. Tra l'atro, quest'ultimi sono responsabili dello sfascio a pari dei SINDACI che si sono succeduti finora!!!
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0 #1 Simonetta Simiele 2014-05-16 09:25
Senza parole!! Dante Alighieri mai fu più calzante: "Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!" VI Canto Purgatorio
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